C’è un momento in cui ti rendi conto che il lavoro fatto negli anni ha creato un’eco più ampia di quanto immaginassi.
Quando una rivista come Amica Magazine, attualmente in edicola, sceglie di raccontare il tamburo rituale e la drum therapy, e cita l’esperienza di Emanuele Brunazzetto e di Vibrasonic, per noi non è solo un articolo.
È un segnale.
Un segnale che il mondo del suono vibrazionale sta trovando spazio, voce e riconoscimento anche in contesti editoriali importanti.
E di questo siamo profondamente grati.
Un battito che attraversa culture e tempo
Nell’articolo, intitolato “Quel battito animale” e scritto da Fiammetta Bonazzi, il tamburo sciamanico viene raccontato come un richiamo primordiale.
Un ritmo che parla direttamente al corpo.
Il tamburo rituale non è descritto come uno strumento folkloristico o esotico, ma come un mezzo di regolazione interiore, di centratura e di risveglio creativo.
Si parla di:
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memoria ancestrale
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regolazione del battito e del respiro
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riduzione dello stress
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stati meditativi
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connessione collettiva nei drum circle
Temi che per noi non sono una moda recente, ma il cuore del nostro lavoro quotidiano.
La drum therapy: tra esperienza e consapevolezza
Come raccontato nell’articolo, la drum therapy utilizza il ritmo costante del tamburo per armonizzare corpo e mente.
Il ritmo ripetitivo induce naturalmente uno stato di presenza.
La mente rallenta.
Il respiro si regola.
Il corpo si distende.
Non è suggestione.
È risonanza.
Il suono attraversa i tessuti, vibra nei liquidi corporei, entra in dialogo con il sistema nervoso.
Il tamburo diventa così uno strumento di equilibrio e trasformazione.
Vedere questi temi trattati con rispetto e profondità su una rivista nazionale è per noi motivo di grande soddisfazione.
Il tamburo come maestro di presenza
Per Vibrasonic il tamburo rituale non è solo uno strumento musicale.
È un maestro.
Insegna il ritmo naturale.
Insegna l’attesa.
Insegna la pausa.
Il silenzio tra un colpo e l’altro è parte integrante del suono.
Ed è lì che avviene la trasformazione.
Nel nostro lavoro accompagniamo le persone a scegliere il tamburo più adatto, a comprenderne la qualità vibrazionale, a utilizzarlo in modo consapevole sia in percorsi individuali che di gruppo.
Per questo è stato significativo che Amica Magazine abbia sottolineato l’importanza di rivolgersi a specialisti competenti per scegliere e utilizzare questo strumento.
La cultura del suono ha bisogno di radici solide.
Un riconoscimento che parla di direzione
Essere citati in un contesto editoriale così importante non è un punto di arrivo.
È una conferma della direzione che abbiamo scelto.
Negli anni abbiamo lavorato per:
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diffondere strumenti vibrazionali di qualità
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formare operatori consapevoli
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integrare tradizione e ricerca contemporanea
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portare il suono fuori dalle nicchie, rendendolo accessibile
Il fatto che oggi una rivista nazionale dedichi spazio al tamburo rituale dimostra che qualcosa si sta muovendo.
Che il bisogno di ascolto, presenza e regolazione è reale.
E che il suono può essere una risposta concreta.
Gratitudine e responsabilità
Siamo grati a Amica Magazine e Fiammetta Bonazzi per aver dato voce a questo mondo.
Ma insieme alla gratitudine sentiamo anche una responsabilità:
continuare a portare qualità, formazione e consapevolezza.
Il tamburo non è uno strumento da spettacolo.
È uno strumento di relazione.
Relazione con il proprio ritmo interiore.
Relazione con il gruppo.
Relazione con il silenzio.
E se oggi questo messaggio trova spazio anche in edicola, significa che il tempo è maturo per una nuova cultura dell’ascolto.
Noi continueremo a coltivarla.
Con rispetto, profondità e passione.

